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Il maratoneta (1976): trama e spiegazione



Il maratoneta (Marathon Man) è un film drammatico del 1976 diretto da John Schlesinger ed interpretato da Dustin Hoffman e Laurence Olivier. Il film è tratto dal romanzo di William Goldman.





Trama

Thomas Babington Levy, detto "Babe", è un giovane studente ebreo che sta preparando la sua tesi di laurea sul maccartismo, in memoria del padre caduto in disgrazia in quel periodo, poi morto suicida. Il suo hobby è quello di allenarsi per la maratona, da qui il titolo del film. A seguito dell'omicidio del fratello "Doc", morto fra le sue mani, viene a scoprire tutto sul suo reale lavoro di agente che opera per una organizzazione malavitosa. Da qui in poi diviene il bersaglio di Szell, un ricercato e ricco criminale nazista, preoccupato che Doc possa aver fornito al fratello Babe informazioni sui diamanti... la vita di quest'ultimo è in pericolo!

Paese: USA
Durata: 125 min
Voto: 7,5
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Commento

Non lo annovero tra i capolavori del decennio ma un posto di riguardo lo merita. Un bel film di spionaggio, che deve buona parte del suo apprezzamento alla performance degli attori capitanati dal grandissimo Dustin Hoffman. La storia è un po' complicata ma, pur se con parecchie forzature, risulta intrigante fin da subito. Anche i personaggi hanno tutti il loro fascino, e quell'aura di mistero che si respira durante tutta la durata del film aiuta molto ad apprezzarlo.

Avvertenza [VM18]: Scene di tortura molto disturbanti, linguaggio volgare, scene di lotta e violenza, scena di nudo nel bagno.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Dustin Hoffman (Thomas Babington Levy - Babe), Laurence Olivier (dott. Christian Szell), Roy Scheider (Henry David Levy - Doc), Marthe Keller (Elsa Opel), Fritz Weaver (Prof. Biesenthal), William Devane (Peter Janeway), Richard Bright (Karl), Marc Lawrence (Erhard), Allen Joseph (Padre di Babe), Ben Dova (Klaus Szell), Jacques Marin (LeClerc), James Wing Woo (Chen), Nicole Deslauriers (Nicole), Lotte Palfi Andor (Sopravvissuta ebrea), Tito Goya (Melendez).



Curiosità

Alcune curiosità contengono spoiler.

- Il produttore Robert Evans aveva già scelto Laurence Olivier per il ruolo di Szell. Tuttavia, poiché Olivier al momento era malato di cancro, la Paramount lo aveva scartato. In preda alla disperazione, Evans ha chiamato i suoi amici Merle Oberon e David Niven al fine di organizzare un incontro con la Camera dei Lord. Li ha esortati a fare pressione per assicurarsi la presenza del più grande attore vivente della Gran Bretagna. Il tentativo andò a buon fine e un Laurence Olivier, seppure indebolito, ebbe così la possibilità di lavorare nel film. Alla fine, non solo ha ottenuto una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista, ma il suo cancro era diminuito. Olivier visse per altri 13 anni.

- Durante la scena in cui la Divisione cerca di soffocare Dustin Hoffman nella vasca da bagno, Hoffman ha insistito che avrebbe voluto allungare il tempo in cui rimane sott'acqua, per renderlo reale. Le sue parole sono state: "Fammi vedere quanto tempo posso stare sotto. Fammi vedere se riesco a combattere contro di te. Fammi vedere cosa accade."

- Dustin Hoffman ha dovuto perdere 15 chili per ottenere il ruolo e per riuscirci ha corso fino a 4 miglia al giorno. Non avrebbe mai ottenuto la parte con un finto affaticamento...

- Laurence Olivier aveva così paura di ferire accidentalmente Dustin Hoffman durante le riprese della scena di tortura che non faceva altro che chiedere a Hoffman se era tutto a posto, dopo ogni ripresa. Per fare uno a scherzo a Olivier, Hoffman ha finto di essersi fatto molto male urlando in modo molto convincente e inaspettato.

- Anche se stava interpretando uno studente laureato, Dustin Hoffman aveva in realtà 38 anni al momento delle riprese.

- L'idea iniziale era quella di far durare le scene di tortura ancora più a lungo di quanto vediamo nel film.

- La domanda «È sicuro?» (en. "Is it safe?"), che Szell ripete varie volte a Babe, è stata inserita al 70º posto, dall'American Film Institute, nella classifica AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes. Il Dr. Christian Szell si è classificato 34° su 100 nella classifica dei personaggi più cattivi di sempre.



Colonna sonora

  1. Dors, o cité oerverse (Jules Massenet)
  2. Der Neugierige (Fritz Wunderlich)
  3. Le Tram (Charles Mougeot)



Frasi celebri

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Febbre da cavallo (1976): trama e spiegazione



Febbre da cavallo è un film commedia del 1976 diretto da Steno ed interpretato da Gigi Proietti ed Enrico Montesano.





Trama

Mandrake è un indossatore morto di fame; Pomata è disoccupato e vive solo di piccoli imbrogli; Felice è un guardamacchine abusivo. I tre amici, che hanno in comune il vizio delle scommese clandestine sui cavalli e, allo stesso tempo, sono alla disperata ricerca di denaro per i debiti contratti con il gioco, cercano di truccare una corsa: uno di loro dovrà prendere il posto del fantino di un cavallo dato per sicuro vincente, facendo in modo che vinca invece un brocco su cui loro punteranno molti soldi. Ma qualcosa va storto...

Paese: Italia
Durata: 94 min
Voto: 7,3
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Commento

Buona commedia con Gigi Proietti ed Enrico Montesano. Una buona commedia italiana anni '70, un film leggero e divertente che si rivede sempre con grande piacere. Le mandrakate, il vizio delle scommesse sui cavalli e la disperata ricerca di soldi per pagare i debiti accumulati con le scommesse.

Avvertenza [T]: I protagonisti sono scommettitori incalliti.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Gigi Proietti (Bruno Fioretti, "Mandrake"), Enrico Montesano (Armando Pellicci, "Er Pomata"), Francesco De Rosa (Felice Roversi), Catherine Spaak (Gabriella), Mario Carotenuto (avvocato De Marchis), Maria Teresa Albani (la cartomante), Gigi Ballista (Conte Dallara), Nikki Gentile (Mafalda), Adolfo Celi (il giudice), Ennio Antonelli (Otello Rinaldi, "Manzotin"), Giuseppe Castellano (Stelvio Mazza), Marina Confalone (Giuliana, la sorella di Armando), Nerina Montagnani (la nonna di Armando), Renzo Ozzano (Jean Louis Rossini).



Curiosità

- Il progetto iniziale era di creare un film drammatico che denunciasse la dipendenza da gioco, tuttavia col il passere del tempo si è deciso di modificare il genere e renderlo un film comico e più in linea con la commedia all'italiana a cui il pubblico nostrano era abituato.

- Il regista Steno non era un esperto di ippica e chiese aiuto al figlio Enrico per la sceneggiatura, dato che aveva frequentato vari ippodromi e conosceva l'ambiente.

- Non tutti sanno che Gigi Proietti non fu la prima scelta di Roberto Infascelli, che al suo posto desiderava ardentemente Ugo Tognazzi. Tognazzi però non fu mai scelto perché Steno non era d’accordo con il suo coinvolgimento nel film, dato che per il ruolo del protagonista voleva un romano verace. Quando anche Vittorio Gassman rifiutò l’offerta di partecipare al progetto, fu consigliato da Alberto Lattuada il poco affermato Gigi Proietti. L’attore, che fin da subito dimostrò le sue capacità recitative, imitò molto lo stile di Vittorio Gassman, soddisfacendo regista e produttori.

- Febbre da cavallo è un film che ha giocato molto sull’economia, soprattutto per quanto riguarda le comparse. Se prestate attenzione, infatti, durante la visione, potreste notare dei volti ricorrenti all’interno del film. Ad esempio, nella scena in cui i protagonisti vanno all’ippodromo di Agnano, incontrano una persona napoletana. Lo stesso volto verrà ripreso – poche scene più tardi – in un’agenzia ippica di Roma.
Ma non è finita qui: il facchino dell’hotel in cui il personaggio di Gigi Proietti alloggia durante una delle scene, è qualcuno che lo spettatore aveva già conosciuto. Lo stesso facchino, infatti, aveva interpretato il cameriere dove erano andati a mangiare l’avvocato De Marchis, Mandrake, Pomata e Felice solo poche scene prima.

- Anche se non lo si vede, il regista Steno è presente all’interno di Febbre da cavallo. Avete presente la voce dello spot durante la scena in cui Gigi Proietti va in giro vestito da vigile? Ecco, quel regista irascibile che insulta l’attore è proprio Steno.

- Ventisei anni dopo l'uscita di Febbre da cavallo, commedia cult diretta da Steno nel 1976, i figli del regista Enrico e Carlo Vanzina hanno realizzato un sequel del film, intitolato "Febbre da cavallo - La mandrakata" (2002).



Colonna sonora

  1. Il tango delle capinere ( B. Cherubini e C.A. Bixio)



Frasi celebri

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Rocky (1976): trama e spiegazione



Rocky è un film drammatico sportivo del 1976 diretto da John G. Avildsen ed interpretato da Sylverster Stallone e Talia Shire.





Trama

Rocky Balboa è un pugile italo-americano che non riesce a sfondare, a parer suo, perché è un mancino. Vive in una casa che lui definisce un puzzolente buco e, per guadagnarsi da vivere si mette a riscuotere i soldi per Mr. Gasco, un boss di quartiere. È innamorato di Adriana, una donna timida, sorella di un ubriacone. A breve si terrà un importante sfida di pugilato, tra il campione dei pesi massimi Apollo Creed e lo sfidante, che essendosi infortunato non potrà più prendere parte all'incontro. Creed, per accrescere la sua popolarità decide di non rinviare il match ma di trovare un sostituto. Si mette a sfogliare l'annuario dei pugili e ne sceglie uno a caso, sconosciuto, il suo nome è Rocky, soprannominato "lo stallone italiano". Per Rocky sarà l'occasione che ha aspettato da una vita...

Paese: USA
Durata: 119 min
Voto: 8,1
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Commento

Racconta di un Rocky alle origini, un ragazzo ingenuo che sbarca il lunario in una realtà difficile, con pochi soldi e innamorato non di una delle tante modelle, bensì di una semplice ragazza introversa. Non è un pugile affermato e ricco, né tantomeno un campione con alle spalle un vero e proprio team, semplicemente un giovane che insegue tra mille difficoltà un sogno e nel "paese delle opportunità" coglie l'occasione di una vita.

Avvertenza [T]: A parte un po' di volgarità e le ferite dei pugili non c'è nient'altro che possa vietare la visione a tutta la famiglia.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Sylvester Stallone (Rocky Balboa), Talia Shire (Adriana Pennino), Burt Young (Paulie Pennino), Carl Weathers (Apollo Creed), Burgess Meredith (Mickey Goldmill), Thayer David (Jergens), Joe Spinell (Tony Gasco), Jimmy Gambina (Mike).



Curiosità

- Dopo che i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff si sono interessati al copione, hanno offerto allo scrittore Sylvester Stallone una somma senza precedenti di 350.000 dollari per i diritti, ma Stallone ha rifiutato di vendere il copione a meno che non decidessero di farlo recitare come protagonista (questo nonostante il fatto che aveva solo 106 dollari in banca, senza auto e stava cercando di vendere il suo cane perché non poteva permettersi di dargli da mangiare). Hanno accettato, solo a condizione che Stallone continuasse a lavorare come scrittore ma senza compenso, venendo pagato solo come attore. Acquistati i diritti, lo portarono alla United Artists, che stabilì un budget di $ 2 milioni se ci fosse stata una star conosciuta (Robert Redford, Ryan O'Neal, Burt Reynolds o James Caan). Alla United Artists non volevano Stallone, ma quando Winkler e Chartoff hanno detto che l'unico modo per indurlo a vendere la sceneggiatura era di accettare l'offerta, l'United Artists tagliò il budget a $ 1 milione e se il film fosse andato fuori bilancio, Chartoff e Winkler sarebbero stati personalmente responsabili pagando di tasca propria. Il costo finale del film è stato di $ 1,1 milioni, cioè 100.000 dollari in più che Chartoff e Winkler hanno dovuto sborsare ipotecando le loro case in modo da completare il progetto.

- Il film venne girato in soli 28 giorni.

- All'uscita del film, Rocky sbaraglia i botteghini mettendo d'accordo pubblico e critica.

- Grazie a Rocky, Stallone divenne il terzo uomo nella storia del cinema dopo Charlie Chaplin e Orson Welles a ricevere, per lo stesso film, la nomination all'Oscar sia come sceneggiatore che come attore.

- Nel 2006 la National Film Preservation Board inserisce ROCKY nella National Film Registry tra le pellicole da conservare nella biblioteca del Congresso.

- Parecchi membri della famiglia Stallone sono stati coinvolti nella produzione: suo padre Frank è il cronometrista dell'incontro e suo fratello Frank Jr. ha una piccola parte (è il ragazzo che Rocky saluta per strada quando torna a casa sua per la prima volta con Adriana). Nel film vi è persino il suo cane Butkus (chiamato Birillo nel doppiaggio italiano).

- Il film si ispira alla vera storia del pugile Chuck Wepner, che infatti è stato soprannominato "Il vero Rocky", per aver resistito 15 round contro il fenomeno Muhammad Ali.

- Rocky è al 2° posto nella lista dell'American Film Institute's dei 10 film più belli sullo Sport, dopo Toro Scatenato 1980 (Robert De Niro), al 4º posto tra i cento film da applausi, al 7º posto tra i cinquanta eroi di tutti i tempi, al 57º posto tra i cento migliori film di tutti i tempi, al 58º posto tra le cento migliori canzoni di film, 80º posto tra le cento migliori citazioni di tutti i tempi.

- Rocky non è il nome reale del personaggio. Nel copione originale il nome è Robert Balboa , poi è stato preso il soprannome da pugile di Rocky Marciano.

- Le foto sullo specchio in casa di Rocky sono le vere foto di Sylvester Stallone quando era ragazzino.

- Sylvester Stallone ha smesso di fumare sigarette mentre girava il film perché era sempre a corto di fiato.

- Stallone inizialmente voleva Harvey Keitel per il ruolo di Paulie.

- Prima delle riprese, Sylvester Stallone si è allenato per sei mesi con il leggendario trainer Jimmy Gambina, che è stato anche consulente tecnico della pellicola. Durante questo periodo, Stallone ha anche studiato ogni pezzo a disposizione di filmati dei pugili Rocky Marciano e Ezzard Charles.

- La rivista Empire posiziona ROCKY al 370° posto dei 500 migliori film della storia.

- Il primo film di sport a vincere l'Academy Award (Oscar) come miglior film.

- Il poster sopra il ring prima che Rocky combattesse contro Apollo, mostra Rocky con addosso pantaloncini rossi con una striscia bianca, quando in realtà la su a divisa è composta da pantaloncini bianchi con una striscia rossa. Questo è stato un errore vero e proprio ma, piuttosto che sperare che la gente non se ne accorgersse, hanno preferito farlo notare dallo stesso protagonista.

- La vecchia ferita al dito che gli permette di far finta che fosse rotto, è un vero e proprio infortunio di Sylvester Stallone, che ha ottenuto durante una partita di calcio quando era al college.

- Le due scene in cui Rocky corre su per le scale del museo (la prima quando lui non ci riesce e la seconda durante il "Gonna Fly Now" dove ne esce trionfante) sono state girate a due ore di distanza. La prima, prima che il sole sorgesse, la seconda due ore dopo.

- Durante la scena in cui Gazzo parla con Rocky per non aver rotto i pollici al tizio che non ha pagato i debiti subito, Gazzo tira fuori un inalatore a metà frase e lo utilizza. Questa era una cosa non presente nel copione e che Spinell in realtà ha dovuto fare per necessità in quanto ha avuto un attacco d'asma. Al direttore John G. Avildsen è piaciuta l'autenticità della scena, così ha deciso di lasciarla nel film.

- È l'unico film della serie in cui le parti delle scene di combattimento non sono al rallentatore.

- Sylvester Stallone e Carl Weathers hanno riportato ferite durante le riprese del combattimento finale; Stallone ha sofferto per via delle costole ammaccate e Weathers ha subito la rottura del naso, ironia della sorte sono le stesse ferite invertite dei due pugili.

- Nel film, la quantità totale di denaro che Rocky ottiene da Gazzo è 570 $. $ 20 per il suo lavoro usuraio, $ 50 per il suo appuntamento con Adrian, e $ 500 per allenarsi in vista del grande match.



Colonna sonora

  1. Gonna Fly Now (Deetta West e Nelson Pigford)
  2. Philadelphia Morning
  3. Going the Distance
  4. Reflections
  5. Marines' Hymn/Yankee Doodle
  6. Take You Back
  7. First Date
  8. You Take My Heart Away (Deetta Little)
  9. Fanfare for Rocky
  10. Butkush
  11. Alone in the Ring
  12. The Final Bell
  13. Rocky's Reward



Frasi celebri

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L'inquilino del terzo piano (1976): trama e spiegazione



L'inquilino del terzo piano (Le Locataire) è un film thriller-horror del 1976 diretto da Roman Polanski ed interpretato da Roman Polanski e Isabelle Adjani.





Trama

A Parigi, il timido burocrate Trelkovsky affitta un vecchio appartamento senza bagno in cui l'inquilino precedente di nome Simone Choule ha tentato il suicidio gettandosi dalla finestra qualche giorno prima. L'ostilità della portinaia, le severe regole del padrone di casa e i vicini che si lamentano di Trelkovsky creano non pochi problemi alla sua ordinaria vita. Nel frattempo si reca in ospedale per trovare Simone e fa amicizia con la sua amica Stella. Dopo la morte della ragazza, Trelkovsky sente di essere ossessionato da lei e crede che il suo padrone di casa e i vicini stiano tramando un piano per costringerlo al suicidio.

Paese: Francia
Durata: 125 min
Voto: 7,8
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Commento

Devo dare grande merito a Polanski che ha confezionato uno dei film più angoscianti che io abbia mai visto.
A distanza di anni un film ancora attuale e che ancora oggi ha un effetto devastante su chi lo guarda, assolutamente da vedere anche se, forse, non proprio adatto a tutti.
Ti lascia un senso di angoscia, amaro in bocca, ma anche stupore per come si possa, solo con la bravura, fare un film così fantastico.
Guardatelo assolutamente!

Avvertenza [VM18]: Riferimenti sessuali, scene spaventose.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Roman Polanski (Trelkowski), Isabelle Adjani (Stella), Melvyn Douglas (Monsieur Zy), Jo Van Fleet (Madame Dioz), Claude Piéplu (vicino del quarto piano), Bernard Fresson (Scope), Shelley Winters (portinaia), Rufus (Georges Badar), Jacques Monod (barista), Lila Kedrova (madame Gaderian), Jean-Pierre Bagot (ispettore di polizia), Michel Blanc (vicino di Scope), Josiane Balasko (una collega di Trelkowski), Claude Dauphin (marito dell'investitrice), Romain Bouteille (Simon).



Curiosità

- Nelle versioni italiana e inglese, il regista ha doppiato sé stesso.

- Il compositore Philippe Sarde compare in un breve cameo, interpretando l'uomo che viene disturbato da Trelkowski e Stella nella sala cinematografica.

- Si tratta di una delle prime apparizioni sullo schermo di Eva Ionesco, che nello stesso anno apparve nella controversa serie di nudi fotografici di minorenni, opera della madre Irina Ionesco.

- Insieme a Repulsione (1965) e Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (1968) questo film fa parte di una trilogia diretta da Roman Polanski che ha a che fare con gli orrori affrontati in un appartamento e con gli abitanti delle città.

- È uno tra i primi film a utilizzare la Louma (una gru snodata per riprese video, in cima alla quale è fissata una macchina da presa o una telecamera munita di controllo a distanza), insieme a 1941: Allarme a Hollywood di Steven Spielberg e al Superman di Richard Donner.

- Il cast del film include cinque premi Oscar: Roman Polanski, Jo Van Fleet, Melvyn Douglas, Shelley Winters e Lila Kedrova; e tre candidati agli Oscar: Isabelle Adjani, Philippe Sarde e Alain Sarde.

- Il film è stato presentato in concorso al 29º Festival di Cannes.

- Il regista Roman Polanski sarebbe tornato a girare un nuovo thriller nell'ambiente parigino circa dodici anni più tardi, Frantic (1988). Alcune ambientazioni sono simili.

- Roman Polanski era andato a far visita all'attore Robert Shaw nella sua casa irlandese per discutere di una possibile parte nel film, ma l'incontro è andato così male, che nessuna offerta fu mai stata fatta.

- Il film è tratto dal romanzo francese "Le Locataire chimérique" dello scrittore-artista-illustratore Roland Roland Topor, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1964. Il film è stato realizzato circa dodici anni dopo.

- Il regista Roman Polanski aveva precedentemente diretto Chinatown (1974) e Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (1968) per la Paramount Pictures Corporation. L'inquilino del terzo piano (1976) è stato il suo terzo film per questa casa cinematografica.



Colonna sonora

  1. Cour D'Immeuble (Philippe Sarde)
  2. Apparitions (Philippe Sarde)
  3. Solitude (Philippe Sarde)
  4. Trelkovsky (Philippe Sarde)
  5. L'Appel Du Verre (Philippe Sarde)
  6. En Souvenir De Madame Choule (Philippe Sarde)
  7. Métempsychose (Philippe Sarde)
  8. Conspiration (Philippe Sarde)
  9. Le Locataire (Philippe Sarde)



Frasi celebri

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Taxi Driver (1976): trama e spiegazione



Taxi Driver è un film drammatico del 1976 diretto da Martin Scorsese ed interpretato da Robert De Niro.





Trama

Travis Bickle è un ragazzo di ventisei anni, ex marine reduce dal Vietnam, che vive da solo a New York. Travolto dalla solitudine e incapace di dormire la notte a causa di una insonnia cronica, decide di lavorare come tassista notturno. I suoi unici "amici" sono altri tassisti che trova al bar a chiacchierare e ogni tanto si unisce pure lui nella conversazione. Il giorno lo trascorre scrivendo sul suo diario, guardando la televisione o film pornografici in squallidi cinema a luci rosse. La notte gira col suo taxi per tutta la città, passando anche per quei quartieri considerati pericolosi, specialmente di notte, per la presenza di prostitute, drogati, mendicanti  che popolano i marciapiedi e le strade. Travis, è stato perfino rifiutato da Betsy, la ragazza di cui si è innamorato a prima vista. Non gliene va una giusta e, così, completamente disadattato ma con l'intenzione di dare uno scopo alla propria vita, non gli resterà altro da fare che fare un po' di pulizia per compatire e salvare le vittime (e anche se stesso) dallo sporco che inonda in questa società.

Paese: USA
Durata: 113 min
Voto: 8,3
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Commento

Il film che ha reso celebri entrambi i suoi attori protagonisti, Robert De Niro e Jodie Foster allora solo tredicenne, è stato considerato da molti uno dei più importanti e controversi film del cinema statunitense, è stato acclamato per le sue scene di forte impatto e per il suo ruvido realismo. È stato spesso definito un film esistenzialista.

Avvertenza [VM14]: Scene di violenza, scene disturbanti, linguaggio volgare, una prostituta è minorenne.



Spiegazione




Interpreti e personaggi

Robert De Niro (Travis Bickle), Jodie Foster (Iris Steensma), Harvey Keitel (Matthew "Sport"), Cybill Shepherd (Betsy), Peter Boyle ("Mago"), Albert Brooks (Tom), Leonard Harris (senatore Charles Palantine), Martin Scorsese (passeggero), Steven Prince (Easy Andy, il venditore di armi), Murray Mosten (Affittacamere), Harry Northup ('Dollaro'), Joe Spinell (addetto al personale dei taxi), Nat Grant (rapinatore), Bill Minkin (assistente di Tom), Beau Kayser (attore della soap opera).



Curiosità

- Linda Blair è stata in trattative per il ruolo di Iris, ma la parte fu assegnata a Jodie Foster, che vinse un Oscar. Diversi anni dopo, nel tentativo di scrollarsi da dosso i ruoli da "vittima", si propose come protagonista di Laguna Blu, ma il ruolo andò a Brooke Shields.

- Ad Harvey Keitel era stata offerta la parte che poi fu di Albert Brooks: L'attore stesso però volle quella del pappa, sebbene quel personaggio, nella sceneggiatura, fosse nero e avesse un totale di cinque battute.

- Per prepararsi alla parte di protagonista di Taxi Driver, Robert De Niro guidava taxi dodici ore al giorno e studiava manuali dedicati alle malattie mentali.

- La scena di Taxi Driver in cui Travis Bickle parla con sé stesso allo specchio fu totalmente improvvisata da Robert De Niro.

- Poiché minorenne (aveva appena tredici anni), Jodie Foster non poteva recitare nei momenti più "spinti" del suo personaggio in Taxi driver. Per questo motivo, sua sorella Connie Foster che di anni ne aveva 19 si prestò a farle da controfigura. Nonostante questa scelta Jodie fu obbligata a parlare con uno psichiatra per quattro ore prima di ottenere il ruolo.

- Il leggendario compositore cinematografico Bernard Herrmann morì il giorno della vigilia di Natale del 1975, poche ore dopo aver concluso le sessioni di registrazione della colonna sonora di Taxi Driver.

- La capigliatura mohawk di Robert De Niro non era vera: portava una protesi che lo faceva sembrare rapato, sulla quale erano applicati crini di cavallo.

- La MPAA (Motion Picture Association of America) costrinse Scorsese a sfumare il colore per evitare la violenza di certe scene: tipo il rosso. Il regista all'inizio era contrario ma quando vide il risultato finale fu molto soddisfatto perché il film risultava più scioccante.

- Per la parte del cliente di Travis Bickle che intende uccidere la moglie fedifraga era prevista la partecipazione di un attore che non si presentò: per questo il ruolo fu coperto da Martin Scorsese.

- Il 30 marzo 1981 a Washington, allo scopo di attirare l'attenzione di Jodie Foster, all'epoca diciannovenne, un uomo che la ossessionava da tempo, John Hinckley, sparò a Ronald Reagan. Hinckley era ossessionato da Jodie, ed in particolare dal suo personaggio in Taxi Driver di Martin Scorsese. L'attrice, scioccata dall'accaduto, pensò inizialmente di abbandonare la carriera cinematografica, e in seguito cambiò idea, provando a lasciarsi alle spalle l'episodio. Alcuni anni dopo, tuttavia, cancellò un'intervista pianificata con il network NBC quando aveva sentito nell'introduzione il nome di Hinckley. Alcune frasi delle lettere che Hinckley aveva scritto all'attrice, furono poi musicate dal gruppo rock Devo.

- Anche il ruolo di Travis fu proposto originariamente a Dustin Hoffman, che come la collega non accettò la parte. In questo caso facciamo meno fatica ad immaginarcelo nei panni del protagonista, ma quello che ci fa sorridere sono le motivazioni che hanno spinto l’attore a dire no. Dichiarò che all’epoca non conosceva Martin Scorsese, e quando si presentò all’appuntamento il regista non aveva con sé nemmeno lo script. Glielo descrisse semplicemente a voce, parlando con estrema velocità e con atteggiamento frenetico. “Credevo fosse un pazzo”, ammise Dustin Hoffman.

- La parte di Iris era stata offerta a Melanie Griffith che rifiutò.

- Ha ottenuto le nominations all'Oscar per Miglior Attore (Robert De Niro), Miglior attrice non protagonista (Jodie Foster), colonna sonora (Bernard Herrmann) e miglior film. Nessuna statuetta.

- Palma d'oro a Cannes 1976.

- Speciale David di Donatello per Jodie Foster.

- Due nominations Golden Globe: Miglior attore (Robert De Niro) e sceneggiatura (Paul Schrader). Nessun premio.

- 2 Premi BAFTA 1976: miglior attrice non protagonista (Jodie Foster) e migliore colonna sonora.

- Kansas City Film Critics Circle Awards 1977: miglior attrice non protagonista (Jodie Foster)

- In una scena in cui De Niro guida il taxi, si può notare per qualche istante l'insegna di un cinema su cui è scritto The Texas Chainsaw Massacre, film di Tobe Hooper del 1974, uscito in Italia come Non aprite quella porta.



Colonna sonora

  1. Late For The Sky (Jackson Browne)
  2. Hold Me Close (Keith Addis)
  3. The Pilgrim, Chapter 33 (Kris Kristofferson)
  4. Ling Ting Tong (Otis Williams & the Charms)



Frasi celebri

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